turismo    
 

CASTELLO DI CANOSSA: cenni architettonici



   
CANOSSA

Non resta che qualche tratto di mura dell'imponente castello dal quale era possibile collegare, mediante segnalazioni visive, i luoghi del feudo ben oltre i confini del territorio reggiano fino alle valli del Taro e del Samoggia.
Sul lato sud s'intravede una parte dell'abside sotto la quale è presumibile si trovassero le prigioni di massima sicurezza.
Rimangono ruderi della parte di fabbricato forse destinata ai magazzini, strategicamente importanti perché capaci di mantenere sufficienti provviste nei periodi di guerra o d'assedio.
Si suppone che il castello fosse difeso da tre ordini di mura e che le torri fossero poste in modo tale da essere in grado di trasmettere e ricevere segnalazioni per un raggio di oltre cinquanta chilometri.
Le porte d'accesso erano tre o quattro.
Il primo ordine di mura racchiudeva il borgo.
Il secondo ordine, che girava tutt'attorno alla rupe, dal fianco meridionale da Est ad Ovest, era a difesa delle abitazioni dei servi del Castello e del quartiere dei soldati.
Esso si congiungeva al terzo cerchio di mura alla sommità della rupe, dove si trovava la parte residenziale del castello, nella quale vi erano il forno, i magazzini, gli alloggi, le cisterne ecc.
Le opere di difesa erano più munite sul fronte nord, essendo quello più esposto agli attacchi dalla pianura.
All'interno del cerchio di mura si trovava la chiesa di Sant'Apollonio, dove Enrico IV si umiliò ai piedi di Gregorio VII.
Nel corso dei secoli l'originario edificio fortificato subì numerosi assalti che distrussero l'impianto più antico.
Nel XVI secolo il fortilizio fu ricostruito e adattato a dimora signorile.
I residui murari attualmente visibili risalgono al tardo medioevo.
Reperti di recente ritrovamento, relativi ad insediamenti precedenti, avvalorano l'ipotesi di una presenza sul colle di culture più antiche.
Le ricerche iniziate nel 1877 (anno del VIII centenario dello storico incontro tra Enrico IV e Gregorio VII) da Gaetano Chierici e proseguite da Naborre Campanini, hanno portato in luce alcuni tratti di fondazioni e significativi reperti della chiesa e del monastero di Sant'Apollonio che sorgevano sui lati meridionale e orientale della rupe.
Rimangono del castello, oltre ai resti del monastero, alcuni segmenti di muri del palazzo fatto costruire dai Ruggirei.
La torre-pota, le cui fondazioni sono ancora visibili, era situata a Sud dell'edificio, e separava la zona residenziale dalla zona di culto.
Sotto alla torre di levante, della quale esiste tuttora un tratto in elevazione, vi era forse un accesso al monastero.
Sul lato Ovest, dove le ricerche della fine dell'ottocento hanno rilevato la presenza di tracce di un ponte levatoio, era situato l'accesso diretto al palazzo.
Sul lato Nord si trovava l'accesso al comparto dove sorgeva il mastio.
Il percorso che aggirava quasi l'intero perimetro delle mura, poteva essere costantemente guardato dall'alto delle cortine e delle torri perimetrali.


    
<-- Back                    
 

Pagine a cura dell' Ufficio Relazioni con il Pubblico
Sistema Informativo realizzato da ReggioNET